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Storia del jeans

Il blue-jeans è un pantalone confezionato con un tessuto chiamato denim: un tipo di stoffa robusta che un tempo era riservata esclusivamente ai lavoratori.
A partire dagli anni '50, è diventato un capo di vestiario di uso comune in tutto il mondo, molto popolare tra i teenager. Prima della scoperta dei
coloranti chimici, il colore blu veniva ricavato dalla pianta isathis tinctoria, conosciuta volgarmente con il nome di 'guado' o dalla pianta indigofera tinctoria, cioè l'indaco.
L'origine del blue-jeans viene ricondotta alla città di Genova ' che fu capitale di una repubblica indipendente e grande potenza navale - in virtù della grande tradizione tessile che, fin dall'antichità, ha costituito un' importante voce nelle esportazioni liguri di manufatti.
Già nel XVI secolo la città di Chieri, vicino a Torino, produceva un tipo di fustagno di colore blu che veniva esportato attraverso il porto antico di Genova.
In primo luogo, fu usato dalla Marina Genovese per confezionare pantaloni da lavoro per i suoi marinai, da poter essere indossati sia bagnati che
asciutti, e che si potessero rimboccare facilmente per poter ramazzare il ponte. Questi jeans venivano lavati trascinandoli in grandi reti poste nel retro della nave e, di conseguenza, scoloriti dall'acqua marina. Il nome inglese deriva, secondo alcuni, dal termine blue de Genes, ovvero 'blu di Genova'.
Riguardo a tempi più recenti, Giuseppe Garibaldi, che già era stato un marinaio nella Superba, durante lo sbarco dei mille a Marsala indossò, come molti dei suoi garibaldini, un paio di 'genovesi', oggi conservati a Roma presso il Museo del Risorgimento all'interno dell'Altare della Patria.
Era solo l'inizio di un mito senza tempo destinato a conquistare gli armadi di tutto il mondo. Una storia che, non bisogna dimenticarlo, è passata anche dallo splendido mare blu di Genova!


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